La primavera dell’Europa sociale
Il
Manifesto
19 03 2015
Blockupy. Decine di migliaia alla manifestazione di Francoforte contro
l'inaugurazione della nuova sede della Bce. Scontri con la polizia, fermati e
poi rilasciati decine di attivisti italiani. Per l'IgMetal, "l'Unione
europea deve abbandonare le politiche di austerity. Per i movimenti è stato
svelato il volto innominabile delle politiche di pareggio del bilancio proprio
nel ventre della bestia: precarizzazione e aumento della povertà"
Forse perché i diciannove selezionatissimi ospiti sono stati costretti a
raggiungere la cerimonia inaugurale della Eurotower solo grazie
all’elicottero, Mario Draghi ha dedicato il cuore del suo discorso ai «molti
che stanno protestando qui fuori. Pensate che questa Europa stia facendo
troppo poco. E chiedete un’Europa più integrata con una maggiore solidarietà
finanziaria tra i diversi Paesi».
Al contrario dei populisti, ha aggiunto il presidente della Banca Centrale,
che credono che l’Europa «stia facendo troppo». Entrambi esprimono una radicale
e comprensibile «domanda di cambiamento». E ha così difeso il ruolo della
Bce, che avrebbe funzionato da «cuscinetto» evitando che la crisi avesse
effetti peggiori.
La lunga giornata di Blockupy Francoforte era iniziata molto presto:
verso le 5 i manifestanti arrivati con pullman e treni da tutta la Germania
e da una decina di diversi Paesi europei hanno iniziato a raggiungere le
strade di accesso alla nuova Eurotower. Nonostante il massiccio dispositivo
di sicurezza e diverse cariche con idranti, la sede Bce è stata cinta
d’assedio per tutta la durata dell’inaugurazione. Decine di improvvisate barricate,
alcune delle quali date alle fiamme, hanno reso più efficaci i blocchi. Mentre
sull’incendio di alcune auto della polizia, che tanto hanno eccitato i media
italiani, restano a commento le lapidarie parole rivolte ai banchieri da
Naomi Klein: «i veri vandali, i devastatori siete voi, voi non bruciate le
auto, ma state bruciando l’intero pianeta!».
Non sono mancate in mattinata alcune provocazioni, come il tentativo di
procedere al fermo di 250 attivisti italiani, in maggioranza del «rainbowbloc»
dei Centri sociali, circondati in una strada laterale dalla polizia. Qui
la resistenza passiva degli assediati, insieme all’arrivo di un migliaio di
manifestanti solidali e all’intervento dei parlamentari di Sel Fratoianni
e Zaccagnini e di Eleonora Forenza della lista Tsipras, ha ottenuto che la
polizia tedesca rilasciasse tutti dopo una sommaria identificazione.
A partire dalle 14 a migliaia si sono ritrovati nella centralissima Römerplatz
per due ore di comizi, che hanno dato voce alle tante anime della coalizione
Blockupy: oltre all’applauditissimo intervento della Klein, hanno preso la
parola tra gli altri la co-portavoce di «Die Linke» Sahra Wagenknecht, Giorgios
Chondros del comitato centrale di Syriza, Miguel Urban di Podemos, Nasim
Lomani della rete greca di solidarietà Dyktio, attivisti di movimento
tedeschi, italiani e francesi e diversi sindacalisti tra cui Valentina
Orazzini della Fiom, Jochen Nagel del sindacato tedesco degli insegnati
Gew e un esponente dell’organizzazione dei metalmeccanici che, in mattinata,
aveva sfilato insieme alla confederazione Dgb in una marcia di quattromila
tra delegati e lavoratori.
Proprio ad Hans– Jürgen Urban della segreteria della IG Metall abbiamo chiesto
di spiegarci il senso della loro inusuale parteciapazione. «A differenza
di gran parte dell’opinione pubblica tedesca – ha affermato – noi pensiamo
che il cambiamento della Grecia non rappresenti una minaccia, ma
un’opportunità per ripensare a fondo le politiche economiche e sociali dell’Unione
e dei Paesi più forti. Per questo chiediamo a Merkel di negoziare sul serio
con Atene, e ai vertici della Bce di non tenere comportamenti discriminatori
nei confronti della Grecia. Il tanto deplorato ma non ancora superato deficit
democratico a livello europeo non può essere aggravato da un’ulteriore limitazione
della democrazia negli stati membri, come accadrebbe se continuasse questo
ricatto – prosegue Urban – senza dimenticare che le politiche di austerity
hanno iniziato a penalizzare anche l’economia manifatturiera tedesca: se
continuiamo a strangolare i consumatori del Mediterraneo, lo vogliamo
dire ai padroni e al governo di Grosse Koalition, chi comprerà più le auto
prodotte a Wolfsburg?» Insomma, conclude l’esponente dei metalmeccanici
«il cambiamento in Grecia è una grande occasione per rifondare dal basso
un’Europa sociale e democratica. E questo è nell’interesse degli operai
tedeschi per primi».
Un pensiero convergente con la soddisfazione espressa, al termine di un
corteo che ha visto oltre trentamila persone invadere le strade del centro
commerciale e finanziario di Francoforte, dagli attivisti della Interventionistische
Linke, la rete di movimento tra i protagonisti della costruzione del percorso
di Blockupy. «Oggi possiamo dire – insiste Mario Neumann – che la crisi è
arrivata anche in Germania, nel cuore della bestia. Sia perché sono cresciuti
anche qui fenomeni di impoverimento e precarizzazione di massa, sia perché
oggi nelle strade di Francoforte si è espressa con forza la rabbia di tutta
Europa. E la domanda di un cambiamento radicale, condiviso da tanti e
diversi, fa sì che la paura per una volta non sia solo dalla parte degli indebitati,
ma anche da quella delle élite».
Certo è che, nell’anniversario della Comune di Parigi, la primavera d’Europa
a Francoforte è arrivata con tre giorni di anticipo.
Giuseppe Caccia